martedì, 29 novembre 2005
Sapete cosa significa la parola "nostalgia"? in greco significa "dolore del ritorno"... perchè non poter tornare a casa è sempre doloroso...
è cosi che mi sono sentita in questi mesi: come una che non "poteva" tornare a casa... forse la casa aveva cambiato sede o, forse, comnciava solo a starmi stretta...
Ma oggi questa giornata ha il sapore triste dell'assenza ed il grigio odore della melanconia...come non indulgiare in questo inno alla nostalgia?
lunedì, 27 giugno 2005
Che strana notte che è questa... l'afa e le zanzare non mi fanno dormire...o,forse, mi ero solo abituata ad avere qualcuno vicino con cui "litigare", con cui rimbeccarmi e ridere prima di addormentarmi...
sembra strano tutto ad un tratto questo silenzio. Parlare, confrontarsi e duellare come su un ring: indicibile adrenalina, di quella che ti fa sentire potente ed efficace.
In tutta sincerità, devo dirmi che non conoscono neanche l'obiettivo con cui sto scrivendo questo post stanotte: ho solo voglia di lasciare andare le dita sulla tastiera... come sul corpo di un uomo: vogliose e sensuali, con la fame della vittoria e l'amore della soddisfazione in bocca...avrei voglia di lasciarle scorrere su di un corpo nudo e accaldato dove il mio essere prepotentemente donna trovi espressione e forma...
che strana notte...
martedì, 21 giugno 2005
Stasera, cari amici, non riuscivo quasi a credere ai miei occhi!In prima serata su Rai 3 c'era la denuncia esplicita che ho sempre sognato di vedere, c'era l'accusa aperta e comprovata ai vergognosi tranelli del mondo accademico!Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo a gran voce e davanti ad un vasto pubblico: la ricerca in Italia non potrà mai decollare perchè i "parametri" con cui vengono eletti quelli che dovrebbero essere gli stessi attori della ricerca sono completamente arbitrari e soggetti al clientelismo più schifoso!
E schifo e sdegno sono le sole emozioni che si possono provare di fronte all'offesa dell'intelligenza, di fronte alla fuga all'estero dei nostri migliori cervelli e di fronte alla forza che tiene ancora in piedi (ora e per sempre)i "baroni" universitari!
Qualcuno finalmente ha raccontato la storia di tanti che conosco e la mia...
Finalmente!
lunedì, 13 giugno 2005
Stasera in tv le nuove puntate di Friends...
Quanti ricordi...Ricordi di un tempo in cui il gruppo degli intimissimi era proprio tale e quale a loro...e che bello che era seguire insieme la serie in tv e riconoscerci di volta in volta sempre più in uno dei personaggi!Avevamo il nostro Ross, la nostra Rachel, i nostri Chandler e Joy...e poi c'ero io:chi conosce il telefilm può immaginare chi fossi io...
La cosa bella di avere un gruppo di amici così stretto è che si comincia a parlare un linguaggio comune, un linguaggio che solo tra noi aveva un senso e che solo noi capivamo al volo... momenti speciali scanditi dalle nostre piccole abitudini, dai nostri scherzi, dalle nostre musiche...persino dalle nostre tradizioni!
Un abbraccio pieno di nostalgia ai miei "friends", alcuni vicini, altri ormai irraggiungibili...
mercoledì, 08 giugno 2005
Avete mai incontrato qualcuno in autobus, nella sala d’aspetto del dottore o in spiaggia con una pelle così stranamente arrossata da costringervi a stropicciarvi gli occhi per guardare meglio e alla fine scoprire che era pelle squamata in modo così vistoso da ricordare quelle foto sui lebbrosi che una volta avevate visto su un libro? Se è si, probabilmente vi siete scansati schifati…se è si, probabilmente avete incontrato uno psoriasico…
La psoriasi è una malattia degenerativa della pelle che, benché non mortale, è incurabile e progressiva…
Quella che vi propongo sotto è una lettera scritta da uno psoriasico: credo che solo le sue parole possano davvero descrivere il terribile vissuto di queste persone…
Se leggete questo post, vi prego, fatelo girare: è importante sensibilizzare tutti al contatto umano, alla comprensione e alla tolleranza…inoltre, se conoscete qualcuno che ha questa malattia potete fargli un enorme favore facendogli leggere questa lettera…
"Sono un uomo di 58 anni e sono uno psoriasico.
Sono uno di quel 5% della popolazione italiana che soffre di questa malattia. I sintomi mi sono comparsi all’età di 40 anni, anche se me li aspettavo dato che, nel mio caso, è di origine ereditaria: ne soffriva mio padre, un mio zio paterno, ne soffre mio fratello maggiore ed un suo figlio. Parlo di sofferenza psicologica, dato che all’inizio è solo un problema estetico e molti non l’accettano. Ho cercato di documentarmi su tutti gli aspetti della malattia, dove è allocato il gene che la provoca (cromosoma 17), come si manifesta, come è la sua evoluzione, ecc. Ho avuto modo di mettermi in contatto con una associazione di volontari (A.DI.PSO) che si prefigge lo scopo di far conoscere che cosa è la psoriasi, quali sono le cure più diffuse, ecc.; l’associazione fa parte del comitato di auto aiuto ed è in contatto costante con il ministero della salute e con le associazioni sparse in tutto il mondo. Tramite questa associazione ho potuto conoscere molte persone portatrici di questa malattia ed ho riscontrato che la preoccupazione maggiore è il giudizio che da il resto della popolazione: quella sensazione di repulsione che si percepisce quando si viene a contatto con gli altri (sani!!). Sono stato responsabile regionale dell’associazione di cui sopra e mi sono trovato nella spiacevole situazione di andare a spiegare a genitori e studentesse di una classe di scuola media che non è una malattia contagiosa e che era vergognoso isolare una ragazzina in classe (volevano convincere il Preside e i genitori dell’adolescente ad allontanarla dalla scuola stessa). Ho chiesto ed ottenuto di partecipare ad una assemblea di classe; ho convinto anche un dermatologo a partecipare, il quale con documenti e spiegazioni è riuscito a convincere tutti che non era il caso di isolare la ragazzina.
Come tutti gli ammalati di psoriasi ho attraversato tutti gli stadi: dall’uso di “pomate” all’uso di prodotti sistemici (l’uso di ciclosporina).
La malattia, nel mio caso, è passata ad un altro stadio; mi è venuta l’artrosi (ed artrite) psoriasica deformante con dolori e malformazione nelle dita che porta, in alcuni casi, all’invalidità permanente.
Sono venuto a conoscenza di nuovi prodotti “biologici” in grado di arrestare, ma non guarire, l’artrosi e la psoriasi e mi accingo a questo nuovo protocollo, in attesa che la ricerca trovi il modo di modificare questo gene che fa produrre a dismisura le cellule della pelle."
g.s.
martedì, 07 giugno 2005
Beh...cari amici,che dire? La schiavitù del lavoro mi possiede completamente! Non riesco proprio a gestirla in certi momenti:si impadronisce della mia vita impedendomi di gustarmi quegli attimi irripetibili e unici che danno sapore alla quotidianeità...
è il sapore di un gelato al pistacchio, il sapore di un rhum e cola, il sapore della familiarità che solo certi luoghi e certe persone hanno per te...è il sapore di fare "il solito giro", il sapore delle risate e delle battutine pungenti, il sapore del passato che ritorna a camminarti accanto come quel vecchio amico di sempre...è il sapore dell'esserci tutti nel momento giusto per una persona cara:non c'è bisogno di fare niente di particolare, basta semplicemente ritrovarsi insieme...come in una di quelle rimpatriate fra vecchi compagni di scuola che si vedono in tv...
lunedì, 30 maggio 2005
Vi ricordate di Gastone? Gastone era il cugino fortunato di Paperino…Tanto Paperino erano sfortunato, impacciato e squattrinato quanto Gastone baciato dalla buona sorte, disinvolto e pieno di soldi. Ma quali soldi? Soldi guadagnati faticosamente? Soldi ricevuti come compenso per una particolare arte o competenza? No. Soldi piovuti dal cielo.
Ora, quale insegnamento mai possiamo proporre ai nostri giovani ragazzi, quale incentivo ad impegnarsi, quando la tv spazzatura li bombarda di modelli Gastone? Ora si chiamano Costantino e simili…ma, in fondo, non sono che i Gastone dei giorni nostri? Gente senza ne arte ne parte che diventa ricca e famosa solo per il fatto di comparire sul piccolo schermo…
“Le cose capitano, dottoressa, non c’è mica bisogno di impegnarsi poi tanto…”
venerdì, 27 maggio 2005
Oggi è la prima vera giornata di caldo... sebbene non ancora di vacanza,si respira un'aria diversa ... Persino le canzoni trasmesse alla radio mi paiono più sognanti, sanno più di quelle canzoni che accompagnano i nostri viaggi verso luoghi più o meno noti, quando è persino bello perdersi un poco... La voglia di una torta gelato con le candeline è come quella delle risate degli amici in un bar all'aperto, è la voglia del rumore del mare, delle passeggiate e della libertà...
mentre le dita scorrono sulla tastiera vedo le immagini che vi descrivo, vedo soprattutto i volti di quelle persone che oggi vorrei vedere ma che purtoppo non vedrò...
mercoledì, 25 maggio 2005
Quando le nostre anime si ergono possenti e diritte, faccia a faccia, silenziose, avvicinandosi quasi a toccarsi, finchè le lunghe ali divampano e si incendiano sulle due ricurve punte, quale male amaro riuscirà chiunque a farci sì da impedirci di essere felici?
Salendo, sempre più in alto gli angeli ci sospingeranno, e i sospiri loro faranno cadere orbite dorate di perfette canzoni nel nostro profondo silenzio.
Facci continuare a stare sulla terra, Beneamato, dove gli incongrui ed avversi umori degli uomini respingono lontano e isolano i puri spiriti e permettono un posto dove stare ed amare, per un giorno,con intorno le tenebre e l’ora della morte.
martedì, 10 maggio 2005
Cinisi 7 maggio: di quelle date, di quegli eventi, di quei fatti, che ti fanno dire "sono fiera di esserci stata!"
Rischio di sembrare retorica, probabilmente, dicendo che era un'atmosfera di altri tempi...non c'entra la mia adesione ad un colore politico (nonostante la sua evidenza si imponesse in maniera surreale), c'entrano i valori e gli ideali:da tanto tempo, troppo, non vedevo una fiera di ideali così "vera" come quella che sabato è stata allestita in onore di Peppino Impastato. Niente trucchi, niente falsi travestimenti da comunista che fanno moda...si respirava qualcosa di diverso e al contempo naturale:era la sincerità e la bontà di quelli che si erano fatti anche centinaia di chilometri...in maniera non ostentata, semplicemente "essendoci"...
"Papà, non crederai mai dove sono stata ieri sera?...forse è così che ti sentivi tu nel '68: dai, parlamene ancora..."